MATERARCADIAPROXIMA 

Perla dell'arte antica e contemporanea nel mondo

La città di Matera è un esempio unico al mondo di antico insediamento rupestre a tutt’oggi abitato, dove il genio umano si è unito a quello divino di Madre Natura per fare della Città dei Sassi uno dei capolavori della storia dell’arte urbana, riconosciuto nel 1993 Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Fu in questa occasione che l’UNESCO utilizzò, per la prima volta, nei criteri e nelle motivazioni il concetto di “paesaggio culturale”, che in seguito verrà usato per motivare l’iscrizione di altri siti nel mondo. Anche se il nome del villaggio preistorico che ha formato il primo nucleo è ignoto, sulla sua origine sono state fatte diverse ipotesi. Si parla di Mateola, antica città japigia, accanto alla quale scorre una fossa attraversata da torrenti, chiamata dai greci Mataios olos (tutto vacuo), da cui il nome di Mataia, poi trasformato in Mateola. In età ellenica, la città accoglie profughi di Metaponto e di Heraclea dopo la loro distruzione, da cui proviene anche un’altra ipotesi suggestiva dell’unione dei nomi delle due città Meta + Hera. Secondo altre fonti, il nome deriva dalla radice Mata, "cumulo di roccie" o dal greco Metèoron che significa "cielo stellato", come lo si scorge dai dirupi della Murgia materana, o come la città viene illuminata per l’usanza di effettuare il censimento della popolazione attraverso i lumini posti dalla popolazione sulle finestre. Il Console romano Quinto Cecilio Metello che la riedifica e la fa cingere di mura e di alte torri la designa come Mateola, e Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia chiama Mateolani gli abitanti della città e li elenca tra gli Apuli, essendo all’epoca situata sul confine apulo-lucano. Potendo essere declinato in vari modi, esistono anche altre interpretazione del nome di Matera, meno filologiche, ma più poetiche e suggestive: da Mater a Mia Terra (come ricordato anche dallo stesso  Pitagora); da Materia a Mia Arte, come da noi ricavato attraverso l’anagramma del cuore della parola, “Ater”, legata al concetto dell’oscurità delle caverne con cui è stata costruita la città, e trasformata in luogo abitativo e creativo. Abbiamo voluto dare il titolo a questo nostro intervento: Matera perla dell’arte nel mondo, perché è considerata non solo la perla della Lucania, ma anche perché - per la sua stessa storia - è il simbolo dell’arte nel mondo, essendo un esempio emblematico di arte urbana e di arte dell’affresco, sopravvissuto a ben 9.000 anni di storia. Non è quindi un caso che Matera sia stata designata nel 2014 Capitale Europea della Cultura 2019, dopo Firenze nel 1986 e Genova nel 2004. Questo è un evento di straordinaria valenza, soprattutto in questo particolare momento storico, per il futuro del Sud d’Italia e d'Europa, perché permette di fare di questa mitica città preistorica, ma ora città moderna, proattiva e resiliente, una piattaforma di lancio verso un nuovo futuro per la cultura e per l'economia italiana ed europea e per il loro soft power da spendere sempre meglio a livello internazionale come modello di urbanizzazione e di stile di vita, etico ed estetico. Un’occasione importante non solo per la città e per il suo territorio, ma anche per l’Europa stessa perché, partendo dalla valorizzazione delle proprie radici - di simbolo della storia umana e dell’arte urbana, vista in ogni sua manifestazione e articolazione, dall’età primitiva ai nostri giorni - Matera può irradiare un importante messaggio di speranza, di pace e di crescita endogena, duratura equa ed ecosostenibile verso il Sud, verso l'Oriente e verso l'Occidente del mondo. Una nuova forma di Umanesimo dell'Età Digitale, che non è altro che l'amore e la cura della propria casa; la conoscenza della propria storia, degli usi e dei costumi dei proprio abitanti e del territorio; le competenze per la tutela e la salvaguardia del proprio ecosistema naturale, la promozione e la valorizzazione delle proprie tradizioni, e nel contempo la ricerca e la formazione continua verso nuove forme di creatività e di open innovation, tutti fattori necessari per creare progresso morale, civile e sviluppo economico, tecnologico e sociale, senza perdere la propria identità e i propri valori. 

 

Ornella Orlandoni Vanbutsele